Funzionamento psicologico, Psicologia della vita quotidiana

Cerchiamo di capire che cos’è lo stress

Spesso ci sentiamo stressati oppure qualcuno intorno a noi afferma di esserlo. Ma che c’s’è lo stress? È realmente solo negativo? Che tipo di relazione ha ciascuno di noi con esso? Approfondiamo insieme!

Nella lingua inglese vengono utilizzati due termini diversi per indicare quello che noi comunemente definiamo stress.

Il primo termine è “Stress” e indica uno stato di attivazione e di sollecitazione necessario per il nostro cervello che altrimenti si atrofizzerebbe, mentre il termine “Distress” denota una situazione di malessere e di tensione che induce a risposte inadeguate.

In italiano quindi utilizziamo un solo termine per entrambi i casi senza distinzione, ma se prestiamo attenzione ai due termini “Stress” e “Distress” possiamo riconoscere una differenza reale che ci può essere d’aiuto per descrivere le nostre attività cerebrali.

Lo stress fornisce al nostro cervello un livello di attivazione continua ottimale necessaria, poiché la nostra vocazione evolutiva non sta nella passività che proviamo stando distesi sul divano di casa davanti alla televisione.  Pertanto, la proposta incessante di sfide che propone la vita è funzionale alla nostra attività cerebrale.

Quindi quando noi affermiamo di essere stressati cosa intendiamo?

Probabilmente la maggior parte di noi quando parla di stress attribuisce a questo termine un’accezione più simile al termine inglese “Distress”, infatti spesso il tono della voce e l’espressione del volto forniscono indicazioni in merito ad uno stato di malessere.

Sia che noi stiamo parlando di stress sia di distress possiamo riconoscere due componenti essenziali all’interno di queste situazioni che sono gli stressor e i metodi di coping. Gli stressor causano lo stress percepito; le loro caratteristiche e la frequenza con la quale si presentano definiscono una situazione più o meno sopportabile per l’individuo, invece i metodi di coping sono i modi in cui possiamo cercare di affrontare la pressione dello stress. Queste strategie si dividono in due classificazioni distinte: quelle orientate alla risoluzione del problema (problem-focused) e quelle orientate alla gestione delle emozioni causate dal problema (emotion-focused).

Gli effetti dello stress possono essere in termini positivi una necessaria attivazione cerebrale che contribuisce al benessere di ciascuno di noi, ma molto più spesso sentiamo parlare egli effetti negativi e ne vediamo insieme alcuni:

  • Patologie correlate allo stress: lo stress contribuisce in modo determinante a malattie cardiache, coliti, ulcere e così via;
  • Vulnerabilità alle malattie: lo stress indebolisce i nostri livelli di resistenza alle malattie in generale;
  • Cali motivazionali: lo stress ci fa perdere entusiasmo;
  • Insoddisfazione sul lavoro: nel nostro ambiente di lavoro, quando siamo sotto stress, tendiamo a considerare solo gli aspetti negativi, perdendo di vista quelli positivi;
  • Tensione e irritabilità: lo stress può anche essere motivo di disaccordi o di conflitti;
  • Tendenza a commettere errori: lo stress ci espone al rischio di commettere molti più errori del solito, cosa che nel lavoro con le persone può avere conseguenze pesanti.

In conclusione possiamo affermare che lo stress è funzionale per l’attivazione del nostro cervello e non ha solo una connotazione negativa, ma situazioni molto complesse ci possono portare ad essere sopraffatti da esso sperimentando conseguenze poco piacevoli.

Dott.ssa Samantha

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