Apprendimento, Mondo della scuola

Flipped classroom: di che cosa si tratta?

Tra le tante proposte pedagogiche la flipped classroom ha preso piede grazie all’introduzione delle tecnologie nel mondo scolastico.

Il termine “flipped classroom” letteralmente significa classe capovolta: il lavoro che è tradizionalmente fatto a scuola (ovvero la lezione) viene svolta a casa, mentre quello tradizionalmente fatto a casa (ovvero esercizio, compiti, problema da risolvere) viene svolto a scuola sotto la guida dell’insegnante.

Questo nuovo assetto scolastico richiede di ripensare la scuola e il ruolo degli insegnanti.

Vediamo insieme in che cosa consiste la flipped classroom.

Nel pomeriggio gli alunni collegandosi a internet seguono la lezione attraverso video tutorial

In questo modo i tempi di insegnamento dei contenuti vengono affidati a risorse tecnologiche e multimediali e saranno fruiti al di fuori della classe. Questa metodologia permette anche a ciascun alunno di rivedere la lezione più volte se necessario e di intervenire sulla lezione anche mettendo in pausa e riprendendo in un secondo momento.

Questo lavoro dipende molto dalla qualità dei video e dall’ambiente in cui l’alunno li visiona. Pertanto, sarà premura dell’insegnante di procurare materiali idonei e sarà l’alunno a dover investire le risorse adeguate per apprendere i contenuti messi a disposizione. Si sposta così la responsabilità dell’apprendimento dall’insegnante all’alunno.

Il giorno dopo, in classe, si mettono in pratica le nozioni imparate

Le attività che si possono svolgere in classe possono essere i compiti che tradizionalmente si svolgono a casa, lavori di gruppo o attività laboratoriali. Inoltre, gli strumenti di lavoro non sono più solo carta e penna, ma anche tablet, pc e smartphone.

Lo studente non svolge più i compiti a casa in solitudine ma applica in modo attivo in classe i concetti appresi a casa e questo ne favorisce l’ancoraggio più approfondito, grazie al supporto diretto del proprio insegnante e del gruppo classe.

Il ruolo dell’insegnante

In questa nuova idea di scuola l’insegnante non sta più in cattedra o alla lavagna, ma gira tra i banchi e dà a ciascun ragazzo l’attenzione di cui ha bisogno. L’insegnante assume così il ruolo di facilitatore dell’apprendimento: gli studenti imparano facendo e il fare avviene insieme all’insegnante che mediante contatti significativi osserva i suoi studenti, li indirizza e li aiuta.

In altre parole, l’insegnante si troverà ad investire il suo tempo nell’accompagnare lo studente nello sviluppo ed estensione delle conoscenze, nella loro trasformazione in capacità concrete

Apprendimento centrato sullo studente

Questo metodo di intervento promuove un modello di apprendimento centrato sullo studente, poiché l’apprendimento è attivo piuttosto che ricettivo; si richiede che lo studente comprenda in modo approfondito; si favorisce lo sviluppo del senso di responsabilità e l’esercizio dell’autonomia; si istaura una relazione più coinvolgente tra docente e studente; si sviluppa un approccio riflessivo al processo di insegnamento e apprendimento.

Oggi la scuola italiana si presenta come un’organizzazione rigida che fatica ad apportare modifiche, ma non è detto che con il tempo non si arrivi ad una metodologia didattica e pedagogica che metta al centro lo studente e non i contenuti, che faccia diventare l’insegnante un facilitatore dell’apprendimento.

Dott.ssa Samantha

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