Disabilità

GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA DELL’AUTISMO

Il 2 Aprile sarà la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo.

La rai ha messo in circolazione un video che riesce a rappresentare, visivamente e in modo adeguato, la definizione di autismo: GUARDALO!!!

Dopo una definizione con le immagini proviamo a dare una definizione a parole.

In ambito professionale non si utilizza tanto la parola autismo ma l’espressione “Disturbo dello spettro autistico”, questa seconda definizione ha l’intento di racchiudere tutte le eterogenee manifestazioni di questo disturbo, che ha alla base una difficoltà socio-comunicativa ma che d’altra parte può presentare delle sostanziali differenze, infatti si possono trovare persone che sono in grado di parlare, mentre altre no; si possono trovare delle persone con ritardo mentale e altre che all’opposto hanno una capacità intellettiva superiore alla media.

Le cause di questa malattia non sono ancora certe e al momento si è identificata solo una causa genetica che può essere correlata all’età del padre al momento del concepimento (superiore ai 50 anni) e alla nascita pretermine del neonato.

Quindi se non sono state identificate delle cause, perché in molti attribuiscono l’origine dell’autismo alle vaccinazioni? Non essendoci evidenze scientifiche, come afferma il Neuropsicologo Giovanni Valeri, si suppone che dietro a questo ragionamento ci sia una spiegazione psicologica. Solitamente l’autismo si rende evidente intorno ai due anni perché in quel periodo si sviluppano le capacità comunicative e il bambino autistico si dimostra in difficoltà, i genitori iniziano ad accorgersi che c’è qualcosa che non va, così cercano una causa che sia temporalmente vicina alla manifestazione della malattia e la individuano nelle vaccinazioni.

L’autismo ha la capacità di rivoluzionare le famiglie e questo, in modo positivo, ha fatto sì che due persone con grande visibilità abbiano portato la loro rivoluzione dall’ambiente familiare al pubblico.

Il primo caso è quello di Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, che ha scritto due libri dai titoli molto esemplificativi:

  • “Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico”
  • “Alla fine qualcosa ci inventeremo. Che ne sarà di mio figlio autistico quando non sarò al suo fianco”

Attualmente sta lavorando, con la sua associazione Insettopia, ad un film-documentario intitolato “Tommy e gli altri”; da questo sito si possono acquisire le informazioni attinenti  ed essere informati sulla sua uscita.

Il secondo caso di cui vi parlo è quello di Franco Antonello, il quale con suo figlio Andrea, con autismo, ha partecipato a programmi televisivi e ha scritto libri per far conoscere l’autismo. Con i fondi raccolti, mediante la vendita dei libri e non solo, gestiscono la fondazione I bambini delle fate per aiutare molti ragazzi autistici, ai quali è ancora rivolta poca attenzione.

Nel libro “Baci a tutti” Andrea riporta alcune parole del padre e seppur Franco Antonello si presenti sempre molto pacato, a mio avviso, le sue parole risuonano come urla nel silenzio assoluto.

Le urla di FRANCO:

“Lo sapevate che nel mondo per ogni ragazzo down ci sono dodici ragazzi con autismo??? Questo dato mi ha sorpreso: ma dove sono questi ragazzi, che in giro non se ne vedono così tanti?”

“Una cosa di cui sono profondamente convinto, conoscendo bene Andrea e avendo conosciuto tanti tanti ragazzi con autismo, è che tutti loro, dico tutti, hanno PIENA COSCIENZA della loro situazione.”

“È come se fossero dentro a una bolla di vetro dalla quale vedono benissimo tutto quello che succede fuori, ma non gli è permesso di comunicare con l’esterno. Per tutta la vita…! Ecco, provate a immaginare che sia successo a voi […]”

Ora passiamo ad ANDREA che parla di sé:

“Mondo parallelo è autismo. Devo tanto imparare da terrestri. […] Sto in due mondi e, in più, sto al confine tra esse.”

“Il nostro non è il mondo delle parole. Chi sta vicino agli autistici deve imparare il linguaggio del corpo e il linguaggio del silenzio.”

“Io sono bello fuori. Ciò che spaventa tutti è nella mia testa. È lì che devo migliorare.”

“Io vivo con paura del rifiuto degli altri”

ANDREA parla di noi:

“Ma qualche stereotipia l’avete anche voi.” “Difficile stereotipia di terrestri è dare ordini”

ANDREA e la cura:

“HAI QUALCHE SUGGERIMENTO PER UN’EVENTUALE CURA PER L’AUTISMO?”

“No, ma amore aiuta”

 

Ciò che si conosce fa meno paura, ci mette meno a disagio e ci permette di colmare le distanze. Quindi la prossima volta che avrete modo di incontrare una persona autistica siate delicati e attenti, senza aver paura di avvicinarvi.

Ma forse questo consiglio sarebbe utile sempre e con tutti?!

Dott.ssa Samantha

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