Funzionamento psicologico

LA SCHIZOFRENIA: DALLA FAMIGLIA ALLA SOCIETÀ

La schizofrenia è definita come un disordine mentale caratterizzato da profondi disagi a carico del pensiero, del linguaggio, della percezione e del senso del sé. Questa condizione solitamente comprende esperienze psicotiche, come l’allucinazione, e può causare la perdita del lavoro o l’interruzione degli studi.

L’esordio della schizofrenia risale tipicamente in tarda adolescenza o nei giovani adulti. Sono presenti specifici trattamenti per questa malattia e le persone affette da essa possono condurre una vita autonoma ed essere integrate nella società.

Nel mondo 21 milioni di persone soffrono di questo disagio psicologico, ma di queste solo la metà riceve le cure adeguate che possono essere offerte sia in strutture residenziali sia collaborando con le famiglie e permettendo alla persona affetta da schizofrenia di vivere nella propria casa. Entrambe le modalità prevedono che la famiglia sia molto coinvolta dal disagio psichico e pertanto che sia chiamata in causa prima, durante e successivamente il trattamento.

Oliver Sacks, noto neurologo e scienziato, nel suo libro autobiografico intitolato “In movimento” parla del fratello Micheal affetto da schizofrenia.

In un passaggio scrive:

“Altre volte, invece, non dava alcun segnale di avvertimento ed entrava in uno stato di violenta agitazione in cui gridava, pestava i piedi e aveva allucinazioni – in un’occasione scagliò la bellissima pendola antica di mia madre contro la parete – e in quei momenti terrorizzava me e i miei genitori. Ci terrorizzava e ci gettava in un profondo imbarazzo: come potevamo invitare a casa nostra amici, parenti, colleghi, chiunque, con lui che delirava e imperversava al piano di sopra? E che cosa avrebbero pensato i pazienti dei miei genitori, che avevano entrambi lo studio in casa? Anche Marcus e David erano riluttanti a invitare i loro amici in (quello che a volte sembrava) un manicomio. Nella nostra vita si insinuò così un senso di vergogna, di stigma e di segretezza che rese ancora più difficile la realtà della situazione di Micheal.”.

Qui risulta evidente il senso di vergogna provato dai famigliari di una persona schizofrenica: non è possibile esporsi nella società se esporsi vuol dire necessariamente cercare di dare una buona immagine di sé quando non si può prevedere quale sarà il comportamento del fratello “matto”. Sacks racconta con chiarezza di come la sua famiglia si sia chiusa e nascosta proteggendo un segreto.

“Per me era un gran sollievo quando mi prendevo dei fine settimana o delle vacanze lontano da Londra: vacanze che, oltre a tutto il resto, erano anche lo stacco da Micheal, dalla sua presenza a volte intollerabile. E d’altra parte c’erano momenti in cui la sua originaria dolcezza di carattere, il suo essere affettuoso, il suo senso dell’umorismo tornavano a splendere. In quei momenti si capiva che il vero Micheal, gentile e padrone di sé, era presente sotto la superficie della schizofrenia.”

In queste parole emerge la fatica provata dai componenti della famiglia di una persona schizofrenica poiché si devono orientare tra momenti in cui la malattia si manifesta e altri in cui questo non avviene, ma nonostante ciò cercano di mantenere una relazione positiva con la persona disturbata: Oliver Sacks esprime chiaramente l’intento di conservare un’immagine positiva del fratello infatti, subito dopo aver confessato il sollievo dato dal liberarsi di lui, comunica le qualità del fratello che emergevano quando la malattia non si manifestava e, inoltre, afferma che il vero Micheal era quello “padrone di sé”.

“Quando lasciai l’Inghilterra, il giorno del mio ventisettesimo compleanno, fra le altre ragioni lo feci anche per allontanarmi dal mio tragico fratello, mal gestito e senza speranza. Forse però, sotto altri aspetti, qual distacco sarebbe diventato un tentativo di esplorare la schizofrenia e gli altri disturbi affini del cervello e della mente nei miei pazienti e a modo mio.”

Infine, Sacks ci mostra come sia riuscito a fare di un disagio un’opportunità e di costruire la sua carriera professionale sull’approfondimento del funzionamento celebrale e mentale dell’uomo mettendo a nostra disposizione libri che trattano contenuti scientifici, ma caratterizzati da forma semplice che permette la fruizione a tutti.

Probabilmente se nella società si tollerassero maggiormente le differenze e la malattia mentale, le famiglie che si prendono cura di individui schizofrenici non dovrebbero nascondersi e vergognarsi, ma potrebbero uscire allo scoperto, chiedere aiuto e confrontarsi con una realtà che li supporta nel far fronte alle problematiche e non che aumenti il disagio.

Dott.ssa Samantha

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, string given in /home/psicol08/public_html/wp-content/plugins/yikes-inc-easy-mailchimp-extender/public/classes/checkbox-integrations.php on line 118