Apprendimento, Mondo della scuola, Psicologia della vita quotidiana

Le tecniche mnemoniche

Le tecniche mnemoniche sono strategie che ci aiutano a ricordare.

Nel ciclo di vita poniamo maggiore attenzione alla capacità mnestica nel periodo scolare quando ci è richiesto di memorizzare differenti concetti in più materie; poi quasi ci dimentichiamo dell’esistenza della memoria se non in casi eccezionali; infine, ritorniamo a preoccuparci di questa abilità quando ci accorgiamo di iniziare a dimenticare eventi o elementi importanti.

Le tecniche mnemoniche ci possono essere d’aiuto a tutte le età e in questo articolo condivido con voi una categorizzazione che prende spunto da quella utilizzata da Tony Buzan nel suo libro “Usiamo la testa”.

Per aiutare la nostra mente a ricordare è necessario attivare le sue funzioni e coordinarle verso uno stesso obiettivo. Ciascuna funzione però necessità una stimolazione diversa e vediamo insieme di che cosa si tratta:

  • Sensorialità: coinvolgendo i cinque sensi si rafforza la capacità di ricordare e richiamare le informazioni di cui avete bisogno, quindi è molto utile coinvolgere la vista, l’udito, il gusto, l’olfatto e il tatto.

Come esempio possiamo pensare di dover andare dal fruttivendolo e dover comprare una noce di cocco: la vista ci può aiutare ricordandoci il colore marrone all’esterno e bianco all’interno; l’udito ci può aiutare associando il rumore secco che sentiamo quando si rompe una noce di cocco; le esperienze passate ci possono supportare nel rievocare il gusto e l’odore dolce del cocco e del suo latte; infine il tatto ci può ricordare la sensazione ruvida della buccia o la durezza nel mordere uno spicchio di cocco.

Questa descrizione ha l’obiettivo di amplificare il ricordo, ma spesso è utile anche solo attivare uno o due canali sensoriali per permetterci di imprimere in memoria il ricordo.

  • Movimento: Tutto ciò di cui facciamo esperienza arriva al cervello attraverso i sensi (sensorialità) e alla consapevolezza spaziale del corpo e dei suoi movimenti, anche detta cinestesia.

Il movimento accresce notevolmente la gamma di possibilità del cervello di fare collegamenti e quindi di richiamare i ricordi. Il ritmo e la variabilità caratterizzano i movimenti e facilitano così la memorizzazione. In un articolo scritto sul blog di Daniele Cassioli ho parlato di come l’apprendimento cinestetico possa essere utilizzato per imparare a contare.

  • Associazione: un’altra strategia prevede di associare qualcosa di nuovo a qualcosa di già consolidato nella nostra memoria. L’ancoraggio a qualcosa di familiare sarà come ripore le nuove informazioni in un luogo conosciuto da cui è semplice recuperarle.

Questa associazione ci può venire anche in modo automatico, infatti quando incontriamo una persona con un nome a noi familiare, associamo le due persone.

  • Emotivo: quando un’informazione è veicolata da una emozione si imprime nella nostra memoria senza alcun investimento da parte nostra. Infatti, si invitano gli insegnanti a rendere i contenuti delle lezioni accattivanti, come le lezioni di storia ricche di gossip; curiosi, iniziando la lezione con una domanda alla quale rispondere; divertenti, utilizzando delle strategie che possano rendere la lezione meno noiosa.
  • Numero: si possono utilizzare i numeri per ordinare i pensieri e per rendere i ricordi più precisi e specifici. Ad esempio, le regioni d’Italia sono 20.
  • Simbolismo: i simboli sono un modo conciso e codificato per agganciare i ricordi. Creare un simbolo per attivare un ricordo è come disegnare un logo, un marchio che racconta un’intera storia, che è rappresentativo e rimanda a qualcosa di più ampio dell’immagine in sé. Si possono utilizzare o anche usare simboli tradizionali, come i segnali di STOP e le lampadine elettriche.
  • Colore: utilizzare i colori aiuta a categorizzare contenuti simili o elementi attinenti in modo da facilitare i collegamenti. Per chi si trova bene con i colori può pensare di creare una sua legenda personale magari differenziando tra parole-chiave, informazioni principali, informazioni secondarie ed esempi.
  • Orientamento spaziale: organizzare i contenuti in schemi o mappe concettuali permette di associare una particolare area del foglio ad un contenuto e favorirne la memorizzazione.

Un esempio concreto dell’orientamento spaziale può essere tratto dall’attività di fare la spesa, infatti spesso si supporta la memoria organizzando nella nostra mente la lista di cose da comprare in base al percorso stabilito dal supermercato: prima la frutta e la verdura, poi la pasta, infine i surgelati e l’acqua.

  • Ordine: generalizzando i principi appena esaminati possiamo affermare che l’ordine e/o la sequenza forniscono un riferimento più immediato e aumentano le possibilità del cervello di effettuare un accesso random.

Utilizzare ogni volta tutte queste strategie potrebbe richiedere un ingente dispendio di energie, quindi in base al compito da affrontare e in base alle nostre caratteristiche individuali è opportuno selezionale quelle più adeguate. Inizialmente, sarà anche necessario provarle tutte per vedere quali sono per voi più efficaci.

Prima che voi cambiate pagina, vediamo insieme se la sensorialità può essere una strategia adatta a voi:

”Vi ricordate cosa è stato descritto nella prima strategia mnemonica?”

Dott.ssa Samantha

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, string given in /home/psicol08/public_html/wp-content/plugins/yikes-inc-easy-mailchimp-extender/public/classes/checkbox-integrations.php on line 121