Psicologia della vita quotidiana

NUOVE TECNOLOGIE E NUOVE GENERAZIONI

Le nuove tecnologie hanno modificato il modo in cui conduciamo la nostra vita, sempre reperibili, spesso distratti da suoni, azioni autonome che ci portano a controllare lo smartphone e se non sappiamo cosa fare ci connettiamo a un social network.

Spesso ci interroghiamo sugli effetti che le nuove tecnologie hanno su di noi e al riguardo ci sono pareri contrastanti. Personalmente ritengo che le nuove tecnologie abbiano la possibilità di arricchire la nostra vita, ma il reale effetto dipende dall’utilizzo che ciascuno di noi ne fa.

Mi sembra relativamente facile fare questo discorso a una persona adulta che non è nata con a portata di mano PC, smartphone e tablet, ma mi risulta difficile parlare di nuove tecnologie alle nuove generazioni, perché ho l’impressione che per i giovani non ci sia nulla di nuovo, loro sono nati con questi strumenti, stanno crescendo insieme a loro e hanno l’impressione di sapere tutto in merito.

Quindi, come riuscire ad accompagnare i nostri ragazzi ad un uso consapevole della tecnologia?

Vi consiglio un libro che ho trovato molto originale perché crea un parallelismo tra l’inferno dantesco e l’inferno dei social network che viviamo oggi. Sto parlando di “Lasciate ogni speranza voi che taggate” di Alessandro Locatelli. Lo consiglio agli insegnanti che stanno già pensando a quali titoli proporre per le vacanze estive, perché in modo leggero avvicina i ragazzi a Dante e facilmente li coinvolge con temi a loro molto vicini.

Nel libro Locatelli ha paragonato in modo interessante la dantesca divisione fra bene e male con l’attuale divisione tra chi utilizza oppure no i social network, e i gironi dell’Inferno di Dante con le categorie infernali di chi non utilizza in modo adeguato i social network.

Nel libro Tom Anderson, fondatore di My Space, nei panni di Caronte conduce all’attraversamento del TAGHeronte per raggiungere il mondo dei dannati. E nel mondo dei dannati chi incontriamo? Gli ignavi, i fantasmi dei social network che osservano ma non partecipano. I lussuriosi, condannati non perché amano e neanche perché amano fuori dal matrimonio come Paolo e Francesca, ma per le modalità utilizzate nel manifestare il proprio amore sui social network. Gli iracondi sono coloro che utilizzano la libertà di parola dei social network per essere violenti verso il prossimo, mentre i violenti verso sé stessi sono coloro che non mostrano chi sono realmente. Inoltre, i traditori della patria si dividono tra chi tradisce la grammatica e la sintassi, e chi abbandona l’uso della propria lingua natia.

Questi sono solo dei brevi assaggi, ma mi sembra che Locatelli sia riuscito bene a descrivere la nostra società in stile dantesco. Inoltre, ritengo che come Dante si sia ritrovato impaurito, confuso e solo in una selva oscura dopo la morte di Beatrice interrogandosi su cosa fosse il bene e il male, probabilmente molti dei nostri giovani dopo una delusione, d’amore o d’amicizia, potrebbero trovarsi impauriti, confusi e soli a domandarsi “Che cosa faccio ora di quelle foto e di quegli stati su Facebook?”.

In conclusione, vi invito a vedere un video di Luca Mazzucchelli, psicologo e psicoterapeuta, che fornisce piccole indicazioni su come utilizzare le nuove tecnologie e su come essere dei modelli per i nostri ragazzi.

Dott.ssa Samantha

 

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