Apprendimento, Mondo della scuola

Schede di valutazione: chi o che cosa valutano?

L’anno scolastico sta volgendo al termine e in conclusione saranno consegnate le schede di valutazione, ma riflettiamo bene su chi e che cosa viene valutato.

Innanzitutto vorrei che fosse chiaro a tutti che le schede di valutazione scolastiche non valutano le persone. Seppur spesso i giudizi si sprechino, cerchiamo di non confondere i ruoli e ritorniamo alla consapevolezza che la scheda di valutazione riporta il comportamento scolastico e il rendimento nelle materie scolastiche.

Inoltre, poiché le schede di valutazione scolastiche non valutano gli alunni di conseguenza non valutano neanche i genitori. Quindi è importante che quest’ultimi mantengano una certa distanza rispetto al rendimento scolastico dei propri figli, poiché possono provare enorme soddisfazione per i loro successi e frustrazione per le loro sconfitte, ma in entrambi i casi sono questioni dei ragazzi.

Il ruolo dei genitori in ambito scolastico deve essere di supporto e non di sostituzione, poiché questo atteggiamento non aiuta i ragazzi a crescere e si corre anche il rischio che, poiché mamma e papà tengono tanto allo studio, il figlio avanzi richieste come il regalo importante per una “bella” pagella oppure l’acquisto di qualcosa se ottengono un buon voto. Il messaggio che si deve passare ai ragazzi è che lo studio è un investimento che devono fare per loro stessi.

Nella realtà però gli alunni hanno atteggiamenti molto vari rispetto alla scuola, che vanno dal disinteresse al perfezionismo, così ciascun genitore si deve porre in una posizione adeguata rispetto all’attitudine del proprio figlio.

Rispetto ad un figlio che ha poco interesse per lo studio ciò su cui è importante puntare non è la valutazione scolastica ma l’impegno che il ragazzo investe nel proprio studio. A volte può capitare che il disinteresse per lo studio sia effetto di qualcos’altro, come ad esempio una grossa fatica a portare avanti le richieste scolastiche.

Se riuscissimo a far capire ai nostri alunni che ciò che conta è l’impegno gli daremmo uno strumento che potranno utilizzare per il resto della loro vita, poiché affronteranno situazioni più o meno difficili ma ciò che dovranno sempre investire sarà l’impegno.

In altri casi i genitori si ritrovano a fare i conti con ragazzi che investono molto impegno e che mirano alla perfezione, ma non sempre riescono a raggiungerla. Di conseguenza gli adulti devono svolgere un compito di supporto alla frustrazione e lo possono fare aiutando i ragazzi a porre l’attenzione sulle conoscenze acquisite, poiché il compito primario della scuola è quello di mettere a disposizione gli schemi di conoscenza e insegnare ad utilizzarli, non quello di assegnare tutti 9 o 10. È quindi importante sostenere i ragazzi nell’accettare che in alcune situazioni si incontrano difficoltà maggiori oppure è necessario più tempo per ottenere buoni risultati.

Queste indicazioni nero su bianco non hanno lo scopo di essere ricette pronte all’uso perché la realtà è sempre più complessa, ma spero che questo articolo possa essere un o strumento di riflessione che possa aiutare a fare chiarezza.

Dott.ssa Samantha

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